lunedì 28 febbraio 2011

OSCAR 2011: I PRIMI COMMENTI DI CIAK


Nessuna grossa sorpresa, a parte forse la sconfitta di David Fincher come regista. I premi più importanti li ha vinti Il discorso del re con parziale vendetta per Christopher Nolan, non nominato fra i registi che ha fatto vincere a Inception ben quattro Oscar, esattamente come il film di Hooper. Naturalmente tutto questo segna il grande ritorno di Harvey Weinstein distributore del film con Firth, paragonato come caso al suo Shakespeare in Love del 1999. Christian Bale (con barba rossa perché sta girando in Cina il film di Zhang Yimou The 13 women of Nanjing, in cui interpreta un prete) si è fatto scappare un “bloody hell” passato indenne in televisione mentre è stato coperto dal bip il “fucking” di Melissa Leo che voleva dire che “visti a casa i discorsi di ringraziamento sembravano fottutamente facili mentre sul palco sono un’altra cosa”. Continua invece la maledizione di Roger Deakins, direttore della fotografia de Il grinta alla sua nona nomination ma nessun Oscar, mentre tra i soliti sospetti degli Oscar hanno vinto la costumista Colleen Atwood (9 nomiination e terzo Oscar), il musicista Randy Newman (20 nomination e terzo oscar) e il mitico Rick Baker per Wolfman (12 nomination e settimo Oscar).

MARCO GIOVANNINI da Los Angeles



Non amo gli Oscar, tutto quello che significano e che li circonda. Trovo che tutto il meccanismo sia viziato da almeno due fattori: è inevitabilmente troppo americanocentrico ed i premi sono quasi sempre di tipo confermativo.

Anche nell’ambito delle scelte spicciole. Nella rosa dei candidati, Il discorso del re – che sia chiaro è un ottimo film di attori e sceneggiatura – è sicuramente l’opzione più rassicurante e conservativa. Provate a fare una ipotesi giochino: se fosse uscito 10 anni fa, 20 anni fa, 30 anni fa, si sarebbe notata una differenza di stile, di impatto, di narrazione? Francamente non credo. È il classico “bel” prodotto per tutte le stagioni. Considerazione che non si potrebbe fare ad esempio per The Social Network o per il discutibilissimo e “sbilenco” Black Swan. Per il resto, tutto secondo previsione, con la constatazione che al divo si preferisce ormai – ed è significativo – la performance dell’attore, il suo annullamento nel ruolo (vedi Firth e la Portman e anche Bale e Melissa Leo, tutti antidivi perfezionisti) e con il piacere (personale) di vedere sugli allori un cinema piccolo per quantità ma che sa scavare - nei suoi titoli migliori – tra i nervi scoperti della società, come quello danese di Susanne Bier (a fianco) per In un mondo migliore.

MASSIMO LASTRUCCI



Potremmo dire che alla fine le cose sono andate all’opposto dell’anno scorso. Oscar 2010: vittoria di un outsider, un piccolo film indipendente, aspro e realista, diretto da una donna e non supportato dal successo al box office. Oscar 2011, invece, vittoria della classicità, visto che nulla è più classico della buona vecchia scuola britannica. Il discorso del re è certo un buon film, racconta una storia originale e interessante, ha uno straordinario protagonista e il regista, bisogna dargliene atto, evita un banale stile illustrativo, utilizzando gli spazi con bel gusto simbolico/psicologico. Ma è piuttosto evidente che quest’anno l’Oscar ha offerto premi in gran parte prevedibili e ha di fatto bocciato i due film più innovativi: da un lato, i contenuti complessi, attualissimi e universali di The Social Network, il grande sconfitto (e il mio preferito), dall’altro la forma visionaria e rivoluzionaria di Inception, la cui sconfitta è ancora più crudelmente ironica, visto che ha ottenuto quattro statuette come Il discorso del re, ma tutte tecniche, facendo di fatto la “stessa fine” di Avatar. E lo spirito innovativo del cinema? Bisogna andarselo a cercare in qualche premio minore (tipo il miglior documentario, Inside Job, strepitosa inchiesta sulla crisi economica globale) oppure in altri premi, come gli Indipendent Spirit Awards, che premia l’eccentrico ma almeno inconsueto Cigno nero, valorizza film-sorpresa come Un gelido inverno, scopre opere poetiche ed eccentriche come Get Low, o valorizza nuovi talenti come quello della sceneggiatrice di Tiny Furniture.

STEFANO LUSARDI



Tutto molto prevedibile, anche troppo in quest'edizione: Il discorso del re vince quattro degli Oscar più importanti e la Portman porta a casa la statuetta come attrice. La Bening ancora a mani vuote, ma la cosa che lascia perplessi è l'Oscar alla regia a Tom Hooper: dopo lo scandalo della mancata nomination a un enorme Nolan, lasciare Fincher a mani vuote pare assurdo. Bello l'azzardo di premiare Trent Reznor dei Nine inch Nails per il bellissimo score di Social Newtork, come finalmente bene che Bale, attualmente uno dei migliori in scena, sia stato premiato. Anche se noi amanti fino alla follia di Inception ancora non capiamo perché Leo DiCaprio non fosse nella cinquina degli attori. Misteri dell'Oscar, in cui il Direttore della Fotografia di Inception vince l'Oscar (Pfister, magnifico) e il regista non viene nemmeno candidato.Probabilmente Nolan farà la fine di Kubrick, che in carriera ha vinto solo un Oscar: per gli effetti visivi di 2001...

ANDREA MORANDI

11 commenti:

persogiàdisuo ha detto...

Di positivo c'è solo che non si è premiato l'aspetto divistico, nemmeno tra le attrici, tutte antidive. Purtroppo però non c'è nessuna sorpresa, anzi l'unico shock è stato quello per la regia. David Fincher nuovamente sbeffeggiato come due anni fa. Il premio a Natalie Portman denota coraggio, così come è stato invece vergognoso non nominare Nolan e Di Caprio. Il fatto è che Il Discorso del Re verrà sicuramente dimenticato, perché a differenza di Shakespeare in Love o The Queen, altri prodotti britannici di fattura conservatrice, non ha nemmeno l'interesse didattico che potevano avere la pellicola sul grande tragediografo o su due protagonisti della vita politica inglese degli ultimi decenni.
Black Swan, Inception e The Social network, con la loro ambizione smisurata, sono già diventati di culto. E resteranno tali per un bel po'.

stanzedicinema.com ha detto...

Due furti: Fincher e The Social Network.
E Roger Deakins migliore direttore della fotografia.
Le assenze di Inception erano già tutte nelle nominations.
Il resto ci può stare.
Sul discorso del Re ho già scritto troppo su questo blog. Che lo trovi un film terribilmente tradizionalista e col fiato corto, è cosa nota...

Jacopo Landi di Chiavenna ha detto...

Vergognosi.
Avrebbe dovuto vincere Nolan con Inception. Ma su questo punto, mi sono già ampiamente espresso. L'unico fattore consolante è che almeno abbia trionfato il magnifico Christian Bale.
Ormai, che non è più un ormai bensì un da tempo... gli Oscar sono una buffonata.
Vergognosi !!!

Rumplestils Kin ha detto...

Sono contento per gli Oscar previsti e prevedibili, ma non trovo nulla di scandaloso nell'esclusione di Nolan dalla cinquina.
E' chiaro che un film come Inception sia spettacolare sotto tutti i punti di vista ma era chiaro che la sua impostazione da film d'azione l'abbia escluso insieme da tutte le categorie 'di contenuto' degli Academy.
Ha invece fatto incetta di Oscar sul piano tecnico.
Riguardo a 'The Social Network' non l'ho amato particolarmente e francamente Fincher non si sarebbe meritato un Academy per una regia già algida che a dirigere un film con una storia piuttosto scarna, nel suo nucleo essenziale e con una messinscena affato enstusiasmante.
Mi spiace solo un po' per la Benning, ecco tutto.

Antonella ha detto...

Ero entusiasta di vedere la cerimonia degli Oscar di quest'anno dato che lo presentavano due attori che amo molto: ma effettivamente la cerimonia è stata alquanto noiosa. Da Anne Hathaway e James Franco mi sarei aspettata molto di più!Gli Oscar di due anni fa presentati da Hugh Jackman sono stati strasuperiori e rimangono insuperabili.
Per quanto riguarda i premi, non condivido l'Oscar dato a Il discorso del re per il miglior film, ma ci poteva stare, ma l'Oscar per il miglior regista a Tom Hooper??? Davvero incomprensibile. La regia di quel film mi è sembrata alquanto mediocre. Qualsiasi altro degli altri 4 candidati sarebbe stato migliore di lui. Ovviamente, senza considerare che tra quei 4 candidati c'era David Fincher e senza considerare che Christopher Nolan non era stato candidato!
Comunque non mi stupirei troppo perché alla fine gli Oscar non premiano mai i migliori film dell'anno, al massimo le interpretazioni: ed effettivamente ritengo che quest'anno quelle di Colin Firth e di Natalie Portman fossero insuperabili!

Anonimo ha detto...

il 1° marzo è scoccato, ma dell'indice 2010 di ciak nessuna traccia.

che si tratti di un pesce d'aprile anticipato?

carlo

Anonimo ha detto...

No l'indice sarà disponibile il 10 marzo, c'è stato un ritardo, e comunque c'è scritto sul numero in edicola attualmente.
Il 10 sarà disponibile. Ci scusiamo per il ritardo.
La redazione

stanzedicinema.com ha detto...

Vi segnalo questo articolo di Christipher Hitchens, sulle falsità storiche ed i travisamenti de Il discorso del Re.
http://www.slate.com/id/2282194/
M.A.

Anonimo ha detto...

In ritardo, ma ecco la mia considerazione degli Oscar di quest'anno. Concordo: tutto troppo prevedibile, a partire dalla sconfitta del vero memorabile dell'anno, "Inception". In sostanza, mi trovo d'accordo con tutti i commenti già postati, che lamentano la vergognosa esclusione dai candidati di Nolan e la preferenza di Hooper su Fincher. Però, io ho comunque apprezzato il classicismo di "Il discorso del re" ed, essendo quello per il "Miglior Film" un Oscar artistico e, quindi, assai opinabile, accetto questa scelta dell'Accademy. Trovo ben distribuiti i premi tecnici (che io stesso avevo pronosticato allo stesso modo) ed azzeccati (ma questo avviene spesso) quelli degli attori.
E' vero, però, che l'Oscar manca di coraggio e questo da sempre, non solo di recente ("Apocalypse now" sconfitto da "Kramer contro Kramer", Kubrick sconfitto dal Reed di "Oliver", eccetera...).

Anonimo ha detto...

VOI VOLEVATE CHE FINCHER VENISSE PREMIATO PER IL SUO AFFRESCO CHE FA DELL'INVENTORE DI FACEBOOK UN EROE PLANETARIO! DOVETE ESSERE TRA QUELLI CHE CONSIDERANO ZUCKERBERG UN NUOVO MESSIA! A ME IL DISCORSO DEL RE è PIACIUTO E SONO CONTENTO CHE ABBIANO DATO L'OSCAR AL REGISTA. firmato Alvaro Vitali

Anonimo ha detto...

bello