giovedì 21 gennaio 2010

L'ALTRO SGUARDO: AVATAR


Oltre alla mia recensione, che in parte trovate nei commenti e il resto trovate su Ciak di febbraio, uscito proprio oggi 29 gennaio in edicola (vedi doppia copertina a fianco), continuo la riflessione su Avatar, questa volta con la recensione di un collaboratore di Ciak:

«Sarei potuto uscire dalla sala dopo trenta minuti: affascinato, ma con un po’ di scetticismo ancora addosso, sarei tornato alla mia piatta vita di sempre. Invece sono rimasto fino alla fine e ora l'esistenza mi sembra solo una copia sbiadita del cinema. Come farò ora a tornare ai vecchi film in due dimensioni, ai personaggi digitali senz’anima, alla tecnologia di ieri, alla mia Playstation, al mio misero schermo HD da 42 pollici? Il cinescenziato Cameron aveva ragione: quello su Pandora è un viaggio da cui non si può non uscire scossi. Come Jake Sully, lo spettatore una volta risvegliatosi dal sogno, vuole subito immergersi in quella scatola (il lettino hi-tech o la sala), per ritornare a vivere nel mondo virtuale più reale mai sperimentato. Ad occhi chiusi eppure finalmente aperti: eyes wide shut per dirla come Stanley Kubrick. Quello di James Cameron è infatti, sotto ogni aspetto, cinema-sogno all’ennesima potenza: la sua storia dell’ex marine in missione su un pianeta alieno colonizzato dagli umani, che finisce per rimanere assorbito da un’altra civiltà reinventa, come farebbe Tarantino, l’esistente: Balla coi lupi, Pocahontas, Un uomo chiamato cavallo, Delgo, Battle for Terra. E metteteci dentro se volete anche Aida degli alberi e, come qualcuno ha detto scherzando, i Puffi: un film citazionista e postmoderno non può che essere a sua volta oggetto di parodia (ricordate Matrix?). È un cinema potente perché sotto le spoglie di blockbuster che non sfugge a nessuno dei cliché hollywoodiani, compreso il duello finale “a mani nude”, parla dell’oggi: lo scontro di civiltà, il messaggio ambientalista, l’ingegneria genetica, la guerra preventiva, ma anche la realtà aumentata (gli schermi che appaiono ovunque sull’astronave, ma in sala, anche quella sperimentata attraverso gli occhialini 3D), lo sdoppiamento psicologico che viviamo con i nostri avatar sul web, nei videogame, nei mondi online. Un cinema ipertecnologico, che mette in guardia dai pericoli di una tecnologia disumana e disumanizzante. Non è certo questo l’utilizzo che ne fa Cameron: il regista anzi ci regala il primo film 3D veramente immersivo della storia, permettendoci di visitare Pandora insieme al suo protagonista, di farci acquattare tra una flora rigogliosa e una fauna spaventosa, come fossimo lì anche noi, col nostro corpo virtuale. E realizza personaggi creati al computer che trasudano umanità e sensualità, come accade soprattutto per Neytiri, un’altra delle donne forti di Cameron, cui Zoe Saldana regala un’espressività ricca di calore. Altro che cinema disumano, come qualche regista nostrano ha sentenziato: è invece cinema sovrumano, davanti e dietro le quinte. Da oggi in poi gli attori potranno essere, in maniera convincente e commovente, tutto quanto desiderano: vecchi, bambini, alieni, eroi dei fumetti, animali, giganti o nani. Si apre l’era delle star di Hollywood defunte (e perché no, dei veri personaggi storici) che saranno resuscitate, come avatar, e dei loro colleghi che le abiteranno per farle rivivere sullo schermo. Queste sono le ultime parole che scriverò: devo tornare al più preso su Pandora, alla quintessenza del cinema inteso come esperienza sensoriale. Tutto ora è possibile per la Settima arte e Cameron ce l’ha detto, nel modo più spettacolare, emozionante, magari anche presuntuoso possibile. Il cinema aveva perso le gambe, come Jake, e ora è tornato a correre».

Marco Consoli, Ciak

45 commenti:

albe ha detto...

Sceneggiatura non all'altezza della realizzazione tecnica... :-)

soloparolesparse ha detto...

Ne ho parlato un po' dappertutto. Ti lascio questo link che racconta le mie impressioni sulla vicenda, asciando da parte le note tecniche
http://www.soloparolesparse.com/2010/01/avatar-la-recensione-per-il-blogavatarday/

Anonimo ha detto...

Inutile dire che è fatto bene tecnicamente, penso che ce ne siamo accorti tutti...
Inutile pure dire che il 3D è travolgente...
Ma io sinceramente mi sento di dire che mi è piaciuto molto! Di solito io sono scettica quando si tratta di questi filmoni...ma l'ho voluto vedere perchè comunque rivoluzionario nel suo genere, e devo dire che se non l'avessi fatto mi sarei persa un gran bel film.
Certo, è innegabile che la storia non sia originale, che in alcuni punti sia un pò scontato, ma mi ha travolto, come mi travolse letteralmente ai tempi Titanic.
C'è poi da considerare che è un film per tutti, e ci sono anche dei bei messaggi..ad esempio ho trovato molto toccante il rapporto che i Na'vi hanno con la natura.
Certo, attori non da oscar..ma se mi metto a pensare il successo che questo film sta avendo, non mi disturba affatto perchè se lo merita. Per quanto vada sul sicuro è un film intelligente, fatto bene, con dei bei messaggi...
Sarà che siamo troppo abituati a vedere trionfare al botteghino film senza un minimo di rilevanza cinematografica (vedi New Moon), che quando ne vediamo uno che forse se lo merita, siamo tutti già pronti a criticarlo!
Certo è che forse preferirei che vincesse l'oscar Tarantino per regia e film...ma non sarà così!
Ne approfitto per dire che mi piace molto il nuovo modo in cui gestisce il suo blog, con aggiornamente più frequenti e diretti proprio a noi che la seguiamo sul web!
Sara

Burde.it ha detto...

le discussioni sulla natura tecnica secondo me sono in secondo piano. L'aspetto meraviglioso di Avatar è che ti fa battere il cuore dall'inizio alla fine e nonostante la trama possa definirsi un pò scontata, non si riesce comunque a staccare gli occhi dallo schermo.
Eppoi sinceramente finora non ero mai arrivato così vicino ad innamorarmi di un essere digitale come Neytiri!

Anonimo ha detto...

Sceneggiatura ridicola, dialoghi imbarazzanti, 3D fantastico e immagini mirabolanti. Ragazzi con tutto il rispetto ma questo è un giocattolone, fatto con 200 milioni di dollari che alla fine però cosa ti lascia? Meglio Balla coi lupi: la stessa storia, ma più credibile. No, non sono d'accordo con voi, il cinema fracassone di Cameron non è il mio cinema, meglio Tarantino allora che una (una sola) idea l'ha avuta...o meglio A single man di Tom Ford che tocca il cuore
Erin

Anonimo ha detto...

Io sono d'accordo con Erin, grande spettacolo i primi 40 minuti, effetti mirabolanti, ma quando esci dal cinema non ti rimane molto..Sam WOrthington faccia da pesce lesso 2010, i Navi sono come le popolazioni dell'Amazzonia di vent'anni fa..ho visto Avatar sabato e già oggi non mi è rimasta una singola emozione...perché nessuno dice che la trama è solo uno spunto? I personaggi non hanno profondità..e ve lo dice uno che ha amato Titanic...
Roby, ROMA

Anonimo ha detto...

Per SOLOPAROLE SPARSE confermo: le prime due note del main theme di Avatar sono esattamente le stesse di quelle di Titanic..che fantasia mister James Horner!!!!
Erin

Anonimo ha detto...

Va bene Avatar, bello, bravi, va bene il 3D, bene bravi, ma Cameron rimane un grande, grandissimo artigiano del cinema, niente di più..Kubrick, Welles, perfino Spielberg sono lontanti. Detto questo Avatar voto 8 per le emozioni, ma non è per niente un capolavoro
KATUA

pilloledicinema ha detto...

Io sono uno di quelli che crede che il film con un po' di profondità dei personaggi in più sarebbe stato un capolavoro. Però Avatar mi ha catapultato in un mondo meraviglioso come poche volte mi era successo fino ad ora e me lo ha fatto vivere in una maniera tanto completa che per 2 ore e 40 minuti mi sono sentito davvero nel bosco rincorso dalle belve feroci, davvero ho partecipato con il protagonista al primo volo sulla quella specie di viverna aliena e davvero guardando negli occhi gli altri alieni mi sembrava di vedere non ammassi più o meno definiti di computer graphic, ma delle creature viventi.
Senza gli occhiali 3D questo sarebbe potuto accadere? Non credo e sono certo che comunque il coinvolgimento non sarebbe stato tale. Credo che ci sia un sottile gioco di specchi nella storia dove l'avatar è il corpo che fa vivere al protagonista le avventure su Pandora, ma nello stesso tempo le fa vivere anche a noi e mai in maniera tanto realistica ed aderente a quella che effettivamente sarebbe l'esperienza in prima persona. E l'unico strumento che utilizza è quello della vista.
Dialoghi banali? Colonna sonora evanescente? E' vero! Stavolta nulla regge al confronto di ciò che ho visto sullo schermo, e la visione è tanto potente che quello che ho visto è la cosa che più si avvicina al vero vissuto.
Anche per questo mi dispiace parecchio che la scena d'amore sia durata così poco.
Ciao

Alice ha detto...

La ringrazio davvero per aver dato il via a questo dibattito, perchè non vedevo l'ora di dichiarare il mio amore per AVATAR! Sicuramente la trama è stata già raccontata in tutte le salse, c'è qualche caduta di ritmo (vedi distruzione albero casa), la colonna sonora di Horner è bella ma la somiglianza con quella di Titanic è eccessiva e quasi irritante (in particolare la canzone finale!!!!!), la netta distinzione tra il bene e il male fa un po' sorridere......ma nelle sue imperfezioni, vedere AVATAR è stata un'esperienza unica e magnifica.In certe momenti mi sentivo talmente dentro il mondo di Pandora da avere la pelle d'oca per l'emozione.Non credo di essermi mai sentita cosi, o comunque al cinema è successo poche volte. E ho apprezzato molto anche il fatto che James Cameron non abbia voluto solo creare un opera tecnicamente perfetto, ma abbia cercato anche trasmettere un bel messaggio(e non nego nemmeno di essere stata anche emotivamente toccata dalla scena in cui il marine paraplegico, attraverso il suo AVATAR, può finalmente correre di nuovo!!!). Quindi, come qualcuno ha gia scritto su questo blog: DIO BENEDICA JAMES CAMERON!!!!

Fil da roma ha detto...

Non c'è dubbio che è un film da vedere e da vedere in sala (preferibilmente 3D). Immagini assolutamente perfette. 2 ore e 40 che comunque passano e non annoiano mai. ma perchè più che altro si aspettano le immagini successive, non certo per la storia.
vogliamo dire che avatar ha molti sottotesti?si, probabilmente è vero: esplora il nostro rapporto con la tecnologia, e ci indica quella che secondo cameron è la via...tecnologia estrema per un ritorno alla natura.
ok. vogliamo anche dire che è presente questo concetto di nasconderci dietro un immagine che è migliore di noi (più forte, più agile....che può camminare) che oggi con internet e nuove tecnologie è sempre più attuale? ok.(a parte che non è una novità:matrix, surrogates)
ora detto ciò, per cui comunque il film merita di essere visto, ma ci vogliamo mettere un pò di personaggi?? Lui che salta da un corpo all'altro di un'altra razza in un secondo, nessun problema. l'assistente biologo, che ci viene presentato come invidioso e possibile ostacolo. niente, due scene e sono migliori amici.
il triangolo amoroso tra lui lei e l'altro na'vi, ma se poi non viene sviluppato perchè metterlo!!
per non parlare poi del personaggio di michelle rodrighez il cui unico scopo è l'escamotage narrativo per farli uscire di prigione.
oppure il super uccellone, catturato solo 5 volte dalla notte dei tempi...e che ci vuole c'è jacksully!! (neanche ce lo fanno vedere).
alla fine secondo me l'unico che come personaggio si salva è paradossalmente quello del generale, che nella sua monodimensionalità almeno è coerente con se stesso...e tra l'altro è l'unico che dà una possibilità di "profondità" a jacksully, quando gli dice "come ci si sente a tradire la propria razza?"(perchè effettivamente, pur per una innegabilmente giusta causa, lui effettivamente sta uccidendo commilitoni di cui era stato compagno e per cui aveva perso le gambe)...e lui che fa??...gli alita in faccia...mah!
mi sa che per vedere un capolavoro (vero!) in 3D dovrò aspettare che a questa tecnologia ci metta mano Nolan o qualcuno del genere...perchè Avatar visto una volta ti ha dato tutto quello che ti poteva dare.

Anonimo ha detto...

Verissimo, ti da tutto quello che ti poteva dare in quel momento in cui stai in sala, poi basta, è com e uno stordimento momentaneo, ma non mi sono trovata a ripensare a una sola scena nei giorni successivi alla visione. Sarà un caso?
Romina Oliviero, Bologna

Alessandro ha detto...

Si va a vedere Avatar, ovviamente
Prima sorpresa: lunedì sera sala stracolma... ho dovuto addirittura prenotare!!
La trama: niente di nuovo.. La solita storia con i cattivi / terrestri / cow boys che vogliono conquistare il popolo dei buoni / extraterrestri / indiani, con messaggio ecologista, un'accenno di critica alla guerra preventiva, e pure love story e happy end integrato...
Ma....il fim è meraviglioso, veramente!
E' qualcosa veramente di mai visto prima. La teconologia utilizzata è straordinaria. Non si tratta solo del 3D (che comunque aiuta a meravigliarsi ad ogni scena), ma sono le immagini, i suoni, la fantasia utilizzata per ricreare il pianeta di Pandora nei minimi dettagli. Sei veramente dentro il fim in ogni fotogramma, ti sembra quasi di sentore l'odore delle piante meravigliose che sono state create per il film. e in tutto questo la trama, pur banale che sia, si inserisce benissimo nel contesto, perchè c'è fantasia, avventura, amore, suspence, tutto quello che deve esserci in un film di avventura.
Certo, io continuo ad amare Almodovar, Ken Loach e Kim Ki Duk, ma credo che fim come questo ti danno il vero piacere di andare al cinema, e l'enorme successo che il film sta avendo lo conferma.
Per chi crede che il cinema debba essere "larger than life", per chi pensa che il cinema debba essere soprattutto sogno, avventura, piacere visivo oltre che intellettuale, AVATAR è per voi. Non potete perderlo, percchè veramente questo film va visto SOLO al cinema: non si può guardarlo a casa magari con una copia scaricata.. impossibile..
andatelo a vedere, non ve ne pentirete!

Piera Detassis ha detto...

IL DIBATTITO PROSEGUE, CONTINUATE A COMMENTARE, INTANTO QUI VI SCRIVO LA MIA PERSONALE VISIONE DI AVATAR:

«OEL NGATI KAMELE», NELLA LINGUA NA’VI INVENTATA DA PAUL FROMMER, SIGNIFICA «IO TI VEDO» E QUALCOSA DI PIÙ: «TI RICONOSCO, SENTO UNA CONNESSIONE SPIRITUALE CON TE». È ANCHE LA FRASE CHE CONDENSA IL SENSO
DELLA VITA SUL PIANETA PANDORA E LA NOSTRA MERAVIGLIA DI FRONTE AL FILM DI JAMES CAMERON, CHE NON SI LIMITA A SPETTACOLIZZARE LE IMMAGINI GRAZIE AL 3D MA CI REGALA UNO SGUARDO ‘ALIENO’, QUESTA PERCEZIONE POLIFORMA CHE RAGGIUNGE IL PROPRIO CLIMAX NELLE SCENE IN CUI IL POPOLO NA'VI AFFONDA LA SENSIBILE CODA NELLA MADRE TERRA, PRODUCENDO ENERGIA, LUCE E COMUNIONE.
IL 3D DI CAMERON NON SCEGLIE IL FACILE ESPEDIENTE DI SCAGLIARCI ADDOSSO IL MONDO E GLI OGGETTI, MA CI ACCOGLIE NEL SUO VENTRE, AVVOLGENTE, CI TRASPORTA DAVVERO SU PANDORA, DENTRO UN UNIVERSO UTOPICO CHE, CERTO, È ILLUSORIO, MA ANCHE VERO QUANTO UNO DI QUEI SOGNI DA CUI CI SI RISVEGLIA ANCORA INCERTI SUL CONFINE TRA ONIRICO E REALTÀ.
LA TRAMA È RISAPUTA, MA CHE IMPORTA?
IL LIMITE VIOLATO DA CAMERON È QUELLO CHE SEPARA LA FINZIONE DALLA CREAZIONE. NON SEMBRI BLASFEMO: IL FILM NON SOLO CI RACCONTA UN MONDO DOVE L’ARMONIA PRIMITIVA È INTATTA, MA LO INVENTA EX-NOVO FIN NELLE VENATURE DELLE FOGLIE E DELLE SPECIE SCONOSCIUTE, TRASFORMANDOLO NEL NOSTRO FUTURO. IL RITORNO DA PANDORA È PER NOI DOLOROSO QUANTO LO È PER JAKE RISVEGLIARSI NEL SUO LETTINO SUPERTECNOLOGICO.
E ALLA FINE SIAMO PRONTI COME LUI A RIMANERE SUL PIANETA ALIENO TAGLIANDO I PONTI CON LA NOSTRA REALTÀ CONTAMINATA. QUANDO GLI UOMINI AVEVANO LA CODA ERA DAVVERO MEGLIO?
IL TEMPO DI UN FILM, SIAMO DISPOSTI A CREDERLO E SOGNARLO. CHI LAMENTA CHE AVATAR UMILIA L’UMANO HA TORTO. IL FILM CI INVITA PIUTTOSTO A PENETRARE IN UN'ALTRA UMANITÀ, PRECEDENTE LA CADUTA DALL'EDEN MA ANCHE IN FASE DI MODERNISSIMA CONTAMINAZIONE TRA CORPOREO E VIRTUALE. CI INVITA A SOGNARE QUELLA NUOVA UMANITÀ CHE NON OSIAMO NEPPURE IMMAGINARE, PERCHÉ, COME CI INSEGNA LA LINGUA NA’VI, «VEDERE» NON È SEMPLICEMENTE «GUARDARE», MA ENTRARE IN CONNESSIONE SPIRITUALE CON L'IGNOTO. CAMERON SI È PRESO PER DIO, NOI SIAMO STATI PRESI DAL SUO DIVINO PARADOSSO, DOVE L’ESTREMO ARTIFICIO CI APPARE DEL TUTTO NATURALE.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti! Questa è la mia personale recensione/opinione sul tecnologico "Avatar":
Beh di sicuro è un film che merita la visione,il 3D è meraviglioso (anche se non l'ho visto al massimo),insomma la solita storia ma non è privo di pecche:per quanto riguarda la trama assomiglia molto al film Disney "Pocahontas" e in certi punti i dialoghi sono pesanti e ripetitivi anche se dopo riprende il ritmo, poi è sempre la storia d'amore è prevedibile e non originale (infatti lo stesso svolgimento si trovano in altre 80.000 storie d'amore incluso Titanic). Tutto il resto è perfetto e il regista ha usato la stessa formula del suo lavoro di 13 anni fa.A mio parere non è un capolavoro gli manca qualcosa per raggiungere l'ottimo.Voto:8 anche se in stelle come quelle delle recensioni di "Ciak" 4 stelle su 5.

Anonimo ha detto...

Mi sono scordato il mio nome (commento del 22 gennaio 2010 alle 7:13 PM anonimo) Mi chiamo Francesco da Bari

Anonimo ha detto...

Qualcuno sostiene che Roherm con i 200 milioni di dollari di Cameron avrebbe girato 200 capolavori, io credo che lo snobismo non faccia bene al cinema però..Avatar è un bel film, e basta
BRunO

Anonimo ha detto...

Rohmer e Cameron sono due pianeti diversi, ma erché metterli in contrapposizione? Che c'entra? Ma chiediamoci se Avatar sarebbe mai stato invitato a un festival e chiediamoci quale sarà il destino dei Festival sempre più lontano dalle persone..
Nicola Minervini, Bari

Anonimo ha detto...

Concordo con Nicola vero vero a quale festival avrebbero messo avatar? meglio quelle noiose pellicole taiwanesi che si vedono in dieci..ma per favore smettetela!! Via Cameron e il cinema senza limiti!!!!!!
Katua

Anonimo ha detto...

non capisco di che parlate...che c'entra?
simonetta

Anonimo ha detto...

Stiamo parlando di un tale giornalista che sul “Il Foglio“ ha fatto la seguente recensione dicendo che Rohmer è meglio di Cmaeron:

«Mi assopisco pensando che con 500 milioni di dollari Rohmer avrebbe girato 500 capolavori. Mi risveglio in tempo per vedere un tizio con la coda che, per conquistare una ragazza e il suo popolo e spronarli contro l’invasore, si mette tra le cosce l’uccello più grande del mondo. Dicono che Cameron faccia fare al cinema un balzo in avanti di alcuni decenni; di questo passo tra non molto siamo al capolinea».

Anonimo ha detto...

sentite, va bene avere delle concezioni diverse di cinema e preferire i grandi maestri del passato al cinema attuale...però i tempi cambiano e in ogni caso quello che non piace a voi non è che sia per forza da buttare via o stupido.
Jaia

gianfelice ha detto...
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gianfelice ha detto...

Io personalmente ero davvero scettico prima della visione... ma uscito dalla sala mi sono accorto di essere totalmente assuefatto, il film mi aveva soddisfatto in tutto e per tutto anche se la trama era un po' semplice. Il fatto che mi risvegliassi ad ogni risveglio del protagonista sul lettino era sintomo di una perfetta sintonia tra me, spettatore, e i protagonisti, come non mi accadeva da troppo tempo... veramente incredibile... e, anche se non lo faccio mai, quando la calca sarà finita lo andrò a rivedere molto volentieri... davvero immenso cameron, assolutamente da oscar!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Mi rincuora costatare che non sono la sola ad essere stata profondamente delusa da questo film, anche se nella mia cerchia di amici sono una mosca bianca e mi è capitato di sentirmi dare della snobbona che ha visto troppi film. La verità è che non posso perdonare a questo film di avermi annoiata a morte, oltre qualsiasi misura. Non ero arrivata neanche a tre quarti d'ora di film e già mi dimenavo sulla sedia, guardavo l'orologio e mi grattavo il naso su cui poggiavano gli occhiali per il 3D in tutta la loro scomodità.
Premetto che ero prontissima a sciropparmi una trama scontata in un tripudio di effetti speciali; tuttavia ero preparata anche a divertirmi, come mi capita quando vado a vedere un film disimpegnato.
E invece la noia impera; plot stitico (come direbbe Stefano Disegni!), dialoghi inesistenti, attori inespressivi e personaggi privi di personalità, manicheicamente buonissimi o cattivissimi; e pathos sotto zero. E luoghi comuni a palate e un buonismo irritante, a cominciare dal mito del buon selvaggio, che comunica con la natura, che è in simbiosi con essa ed è cosciente della sua importanza; questi Navi, simili ai pellerossa (animismo, amore per gli animali, corpo pitturato in battaglia), pelle blu, occhioni cangianti, fisico anoressico e tutti inspiegabilmente giovani. E i terrestri? Imperialisti, arraffoni, venali i marines e possibilisti i ricercatori. Cos'è questo film più di Pocahontas, che cantava a John Smith "ma sappi invece che ogni cosa al mondo è come te, ha uno spirito, un perchè"? Signora Detassis, forse io sono troppo giovane e infiammata, ma avevo 10 anni quando è uscito Titanic, che certo non brillava per originalità, e tuttavia mi aveva trasmesso grandi emozioni, mi aveva toccato il cuore. Non sono entrata in sintonia con nessuno dei personaggi, neanche per 5 minuti. Esteticamente è perfetto, intendiamoci; colorato, magico, evocativo, quasi sublime. Ma non mi è possibile provare interesse per una cornice, seppur perfetta, se all'interno del quadro non vedo niente. E, a costo di sembrare blasfema, su Pandora non ci vivrei neanche sotto tortura.

Elisabetta "Ossimoro" da Torino

Livio ha detto...

A distanza di anni - e soprattutto alla luce di Avatar credo che Titanic rimanga il suo capolavoro. In Titanic l'integrazione effetto speciale e storia non si apriva a dicotomie abissali come in Avatar. Certo l'uso della profondità di campo in Avatar è meraviglioso ma dopo un' ora il giochetto infastidisce e distrae dal film stesso, film che già di suo ha ben poco da dire.

Più che una riflessione sul cinema in Avatar c'è una riflessione sui mezzi; se solo i Na'Vi, così ben disegnati, non artificiali, oserei dire veri avessero avuto un disegno introspettivo più forte, più nudo e (eh sì) più coraggioso, potremmo allora certo scrivere di capolavoro. Per non parlare dell'umano Sam Worthington, uno stoccafisso che fa domandare come Cameron sia potuto passare da una scelta come DiCaprio (per Titanic) ad un'altra come Worthington.

Tutto questo lo si perdona se si prende Avatar per una favola, didascalica, elementare; favola scritta per gli adulti ma soprattutto per i bambini. Visto in questo modo Avatar assume una corposità, così come il concetto di Natura (certamente ben più forte in autori, maestri, come Miyazaki) non cade in banalizzazioni.
Se visivamente Avatar rende vecchio il cinema che lo ha preceduto, dal punto di vista narrativo avrebbe invece dovuto ripassare un po' di lezioni e ripresentarsi.

Anonimo ha detto...

A me il film è piaciuto ma la faccia di Sam Worthington è una delle cose meno espressive che abbia visto in natura: ma chi è un ciocco di legno? In confronto DiCaprio è Brando...
Grego

annarita ha detto...

Ci sono storie che, per quanto già ampiamente raccontate, vale la pena riproporre e quella di Avatar è una di queste, perché la storia ci insegna quotidianamente che l'uomo non ha imparato la lezione. Avatar, a mio modesto avviso, non è un capolavoro assoluto, perché presenta alcuni difetti, come taluni dialoghi non proprio curati e la suddivisione tra umani cattivi/na'vi buoni che non lascia spazio alle sfumature. Detto questo, Avatar resta un grandissimo film, una vera e propria festa per gli occhi, che stupisce e lascia senza fiato, senza rinunciare a far riflettere lo spettatore.

Marco Albanese ha detto...

Bella idea aprire un dibattito sul film dell'anno.
Le mie impressioni le potete leggere qui:
http://stanzedicinema.wordpress.com/2010/01/23/avatar/
Era un po' lungo riportarle su Piaceri Forti.
Marco

Massimo ha detto...

Quello che mi lascia perplesso è il clima di film-epocale che ha accompagnato l'uscita di Avatar. Questo entusiasmo per la rivoluzione-ritorno del 3D che dovrebbe essere il balsamo tocasana del sistema cinema in crisi si è trasmesso dai produttori, ai distributori al pubblico in sala. Anche in maniera un po' sospetta. Le majors si affannano a convertire in 3D il convertibile e a lanciare tanti altri titoli evento per le stagioni a venire. Sceneggiatori e registi saranno fortemente stimolati ad utilizzare al massimo le opportunità della visione in rilievo. Ma a scapito di che cosa? Cosa si perderà in questa corsa forzata della ricerca dell'effetto tridimensionale? Non temo tanto per gli Autori che si sono ritagliati nel tempo la loro brava fetta di visibilità internazionale (peraltro, ve li immaginate Moretti, Ken Loach, Kaurismaki, i Dardenne, Haneke realizare film in 3D?). Per loro non ci saranno problemi, anzi. Penso piuttosto a quell'intelligente cinema di genere che si situa nella fascia medio alta della produzione. Cosa resterà di quei gialli, horror, drammi, commedie, farse (e via elencando) che si sforzavano di fare della originalità della storia, della cura dei personaggi, della raffinatezza delle riprese e del montaggio, il senso del loro essere spettacolo?
Massimo Lastrucci

Anonimo ha detto...

Concordo: se un film è brutto il 3D ne amplifica solo la bruttezza, non risolve nulla, Avatar in questo insegna. Nessuno invece ha detto che tante persone all'uscita del cinema dopo tre ore di visioni con occhialetti si sono sentite male e hanno accusato vertigini...potrebbe essere un problema o no?
Maia

annarita ha detto...

Concordo sul fatto che il 3D non rende bello un film che non lo è, ma, a mio avviso, può amplificare la bellezza di un film che, anche in 2D, abbia un qualche valore artistico, conferendogli magnificenza. Perché, quando guardo un film, tutto concorre ad emozionarmi, compresa la fotografia, i colori, gli effetti speciali e via dicendo. Ovviamente non bisogna mai dimenticarsi che nessun film può reggere alla prova del tempo se non ha alla base una vera sceneggiatura e, come ho scritto ieri nel commento e più ampiamente nella mia recensione, Avatar ha una sua dignità, nonostante non possa definirsi un capolavoro. Ben venga lo sviluppo del 3D, anche se ovviamente non si può pensare di applicarlo ovunque, anche perché, diciamolo, ci sono film in cui è assolutamente inutile, se non addirittura fastidioso. E poi proprio perché il 3D è ancora limitato a determinati tipi di film diventa quasi un piccolo/grande evento, esercitando fascino sul pubblico, ma se fosse applicato a tutti i film risulterebbe "normale" e perderebbe il fascino della novità.
Mi viene, però, il sospetto che si critichi Avatar considerandone solo l'aspetto esteriore, mentre credo che il film meriti un'attenzione globale: perché non parlare anche dell'ottima intepretazione di Sigourney Weaver? O di come sia difficile per un attore recitare con una tutina piena di sensori e davanti ad uno sfondo blu, immaginando di essere su Pandora? Uno sforzo di immaginazione che richiede molta concentrazione e fa recuperare una dimensione della recitazione forse più intima e più vera.
Annarita Vitrugno

Borden ha detto...

Salve a tutti!

Non voglio stare a ripetere concetti che sono già venuti fuori in tutte le salse. Il mio giudizio su Avatar distingue nettamente la confezione, strabiliante, dal contenuto, trascurabile.

Qualcuno ha sentenziato che il film andrebbe considerato nella sua interezza, e io stesso non condivido la pratica di compiere "autopsie" sulle pellicole andando a "risolverle" come se fossero delle equazioni o delle somme algebriche.

Tutto giusto.

Ma, mi duole dirlo, in questo caso è il film stesso che ti costringe a scindere il giudizio in due. Perchè la discrepanza e l'incongruenza tra comparto visivo e sceneggiatura - attenzione, non il soggetto, ma la sceneggiatura - è di tale portata che ti "obbliga" a notare di più le singole componenti che non l'intero, cosa che succede quando si sbagliano le dosi degli ingredienti.

A questo si aggiunga la fastidiosa sensazione che ho provato, quella di uno script che non ci prova nemmeno ad essere incisivo e intenso, complesso e ricco di sfumature, qualcosa che ci avrebbe permesso di parlare di Avatar come di un capolavoro a tuttotondo, senza dover fare semantici salti mortali per dire che sì, il film è rivoluzionario, ma solo nell'ambito tecnologico, per un certo tipo di cinema, con o senza 3d, etc...

C'è stato uno sforzo immane di creare Pandora con tutta la sua struttura, la fauna, la flora, le tradizioni e una lingua inventata apposta, insomma per rendere tutto il più "realistico" possibile; e poi ci troviamo una narrazione che schematizza personaggi e situazioni nel modo meno realistico possibile. A che pro?

E a tutti coloro (assolutamente rispettabili) che il film ha colpito per potenza emotiva e per i messaggi contenuti io dico: bene, se vi è piaciuto così tanto, provate a pensare con quanta più energia e pathos si sarebbero potuti veicolare i medesimi contenuti e che impatto avrebbero potutto esercitare sul pubblico con uno script più audace. Così capirete di più anche coloro che considerano il film di Cameron una grande occasione mancata.

VicVega ha detto...

realizzazione tecnica eccezionale..sceneggiatura brutta, prevedibile, dialoghi poveri..
voto finale 7 (10 per la parte tecnica, 4 per tutto il resto)

ANDREA MORANDI ha detto...

Non è un capolavoro, né il film che rivoluzionerà il futuro, ma Avatar ha il merito indiscutibile di aver riportato al cinema molte persone che non mettevano un piede in sala da anni.

A Cameron va innanzitutto dato atto di questo anche se poi, all’atto pratico, ha costruito un film tutt’altro che perfetto, edificato a colpi di effetti speciali su un plot che mescola l’incipit di Apocalypse Now (la voce fuori campo di Worthington è quella di Martin Sheen), le trame di Balla coi lupi e Pocahontas, il genocidio dei Nativi Americani, alcune intuizioni di Strange Days (dove un amico senza gambe di Lenny Nero provava l’ebbrezza della corsa grazie allo squid), la gloria di Braveheart, le visioni fantastiche della trilogia de Il signore degli anelli, gli indigeni di Mato Grosso e via dicendo, il giochetto potrebbe durare all’infinito.

Un blockbuster colossale da gustare come un giocattolone, con personaggi al limite del ridicolo (Giovanni Ribisi sembra un ragazzino viziato, il cattivo Stephen Lang sembra uscito da Predator) e una bellissima Zoe Saldana che quasi ruba la scena a Sam Worthington.
Ma tra fiori meravigliosi e cascate nel vuoto manca sempre qualcosa, i dialoghi rasentano il vuoto (assurdo quello sulla connettività degli alberi 10 alla n della Weaver) ed è un peccato, anche perché in mezzo a tanti voli della fantasia è proprio quando l’iperrealtà di Cameron rimanda alla realtà che Avatar decolla: quando il cielo di Pandora si oscura dopo l’attacco alla Casa Albero e la fuga dei Na’Vi si ricopre di cenere in un’immagine potentissima che rimanda inequivocabilmente al 9/11; quando i Na’Vi si radunano attorno all’Albero Sacro in una visione dalla forte connotazione biblica (è l’Esodo) o, ancora, quando la natura e le sue creature si schierano al fianco della Resistenza Na’Vi seguendo la rivolta di Jake Scully.

Un viaggio comunque da fare, pregi e difetti compresi.

Alice ha detto...

bellissima la recensione di marco consoli.L'ho girata a tutti i miei amici che hanno definito avatar "un giocattolone di effetti speciali noioso e senz'anima"

Anonimo ha detto...

La gente dice che è bellissimo solo perchè è visivamente spettacolare(non ci piove)...ma sarebbe carino che un film avesse anche una buona sceneggiatura.

Simone Castaldi ha detto...

Davvero non riesco a capire tutto questa baillame creato intorno alla presunta vacuità di Avatar.
Premesso che, come film, è da riconoscergli qualche limite, non si può, e non si dovrebbere prescindere nel giudicarlo dalla capacità tecnica del regista che ha portato alla creazione di questo che, nel bene e nel male, segna un punto di non ritorno di un certo genere di cinema.
L'idea non è originale, ma mi sembra di aver capito, anche dagli interventi di Cameron, che non aveva la pretesa di esserlo. Ho letto in giro che in fondo tratta topos letterari e cinematografici in fondo già non originali per Pocahontas, Alien, e mille altri film. E allora cosa fa la differenza? Sicuramente il modo in cui tale topos è narrato, la sua forma innovativa, che potrà forse far storcere il naso ai puristi, ma che in fondo non si scosta di molto, come rivoluzione narrativa, dai primi adattamenti cinematografici, se non radiofonici, dei grandi romanzi. Stesso racconto in diversa maniera. Ed è sicuramente "questa maniera" a fare la differenza: storia vecchia? D'accordo, ma non si trovano eco di Cenerentola in mille e più racconti, in ogni angolo del pianeta, in ogni epoca? Storia vecchia ma rinfrescata, reinventata, decisamente dipinta di nuovo. E certo non si può negare che l'esperienza estetica (come la intendeva Kandinsky, com un'esperienza che coinvolge non più un solo organo ed un solo senso) sia nuova e coinvolgente.
Oggi mi è capitato (in realtà me la sono cercata) di vedere Nine. E li ho capito cosa ha fatto la differenza in Avatar. Paragone azzardato, direte voi, ma oggi ho potuto vedere cosa sarebbe stata la storiella di un regista in crisi creativa, se non fosse stata realizzata da Fellini. Immagini normali, canzonette banali, trama che si sfalda in un susseguirsi slacciato di episodi. Non è forse lo stesso soggetto di "8 e 1/"? Fellini ha fatto Fellini, e la crisi di un regista, il nulla sulla carta, è diventato visione e poesia ed erotismo e nevrosi.
Cameron ha fatto Cameron, e la storiella del colonizzatore che si innamora della nativa, e con lei della sua gente, fino a diventare uno di loro è diventato Avatar. E tanto di cappello.

Angelo Maffia ha detto...

Volevo solo segnalare il modo scandaloso in cui Avatar è stato liquidato durante la trasmissione Cinematografo. Seguo sempre il programma di Marzullo ma a volte penso che non renda un buon servizio al cinema. Che i critici abbiano paura di Gian Luigi "se è americano e ha effetti speciali è una schifezza" Rondi? Mah!!!
ANGELO MAFFIA

Gianluca ha detto...

In compenso c'è Valerio "se non è americano è una schifezza" Caprara, e l'ayatollah Anselma Dell'Olio (in Ferrara, chiaramente) che sta alla critica cinematografica come Valeria Marini alla fisica quantistica.
Ma per favore, quella non è una trasmissione di cinema.
Quello è FREAKS.

mery ha detto...

avatar...sono andata a vederlo ieri sera (dopo una settimana di attesa perchè il weekend precedente la sala era stracolma già dal giorno prima, così ho dovuto prenotare) con una grande attesa. nella mia testa avevo da una parte la critica su ciak di piera detassis (colpo di fulmine per lei!!) e dall'altra il fumetto di stefano disegni che lo prendeva in giro a destra e a manca...
il mio scetticismo stava nel poter apprezzare un film che è a tutti gli effetti un blockbuster. forse una mia visione un pò snob del cinema non vuole apprezzare del tutto film con un badget di 450 milioni di dollari, qualunque tecnica sorprendente ed innovativa, nemmeno il 3D più sofisticato, può trasformare un film in un'opera artistica..perciò entro in sala e metto gli occhialini (enormi!!) con un certo scetticismo. soprattutto perchè so che il film dura quasi tre ore e non so se riesco a reggerle! voglio dire, dev'essere proprio un capolavoro per non farmi pesare tutta questa durata!
invece...il tempo mi vola e mi sento totalmente immersa in ciò che ho d fronte, e non perchè è un film in 3D, ma perchè la storia (ok ok non troppo innovativa), le immagini sorprendenti, i colori della flora, gli animali, gli esseri superiori che sono i na'vi..mi hanno letteralmente travolta. quando poi ho visto il legame che i na'vi hanno con la natura, la code che si uniscono..mi sono quasi commossa. quando è stata l'ultima volta che ho camminato su un prato? che ho visto del verde che non fosse circondato da mattoni e asfalto?
infine, la scena della danza a piedi dell'albero delle anime...sarò stupida infantile quello che volete, ma mi sono messaa piangere. e poi..certe reazioni così istintive dei na'vi..gesti ed espressioni più umani e naturali dei nostri! mi vengono in mente le facce ed i corpi dei pendolari sul treno o di certa gente grigia in metropolitana (faccio la spola tra lecco e milano) e mi son detta: ma com'è che mi sembrano più uomini i na'vi che noi, che a volte mi pare di guardarmi intorno e vedere delle marionette rigide, con un corpo che si muove a scatti?
c'era qualcosa che mi ha toccato dentro...forse a qualcuno di voi potrò far sorridere, ma questo film,il mondo di pandora, mi hanno ricordato una vita che non ho ho mai vissuto, una vita che è quasi impossibile vivere oggi...la nostra frenesia i nostri bluejeans (c'è una battuta di sully che dice che ai na'vi non importa nulla della nostra vita) ecco...io sono uscita dalla sala, dal multisala al centro tra la tangenziale e la statale, con i suoi alberelli ridizoli tutt'intorno, e mi sembrava che non me n importasse nulla di questa vita, di tutta questa modernità..! avrei voluto essere sally, e tornare indietro...
se questa dev'essere la sensazione che un film mi deve dare, cioè quella di voler tornare nel suo mondo fantastico...allora, io dico, ben venga!

venus in furs ha detto...

Per fortuna almeno Stefano Disegni è obiettivo nei suoi fumetti. Mi meraviglio del fatto che tanta gente abbia osannato Avatar. Io non l'ho trovato così originale, così innovativo, così stupefacente e travolgente....questo modo di fare cinema ne ha cancellato il concetto. Ma siamo davvero convinti che bastino gli effetti speciali a fare un buon film? ma gli elementi principali non erano la recitazione, la storia, la sceneggiatura? C'è chi ha detto: "è bello il messaggio"... ma che scoperta! Bastava ambientarlo in Africa dove da decenni imcombe la stessa sorte, non serviva catapultarsi su Pandora. Avatar è un'operazione di marketing, come tutto del resto.

Anonimo ha detto...

Avatar o Chiavatar???
questo è il dilemma, anzi no, l'ennesimo prodotto ben confezionato la cui esile storia è al servizio di tanti, troppi effetti speciali, quasi soffocanti, un film in cui Cameron scopre l'esistente ( che meraviglia l'albero casa...peccato che James Rollins ne avesse già scritto anni fa in un suo libro...già, ma bisognerebbe averlo letto, invece noi guardiamo cinema, mica leggiamo, noi siamo "critici cinematografici"), l'ennesima dimostrazione che i "critici cinematografici" sono ben sensibili alle recensioni pre-confezionate, quelle le leggono, anche i direttori,Avatar doveva essere un capolavoro e allora tutti a magnificarlo.
Sarà che non si può pretendere che i "critici cinematografici" possano essere "indipendenti" nei loro giudizi, in un'epoca in cui le majors pagano interi numeri delle riviste che poi andranno a parlare delle loro produzioni, ma almeno che in copertina si scrivesse che il mensile è pubblicato in palese conflitto di interessi, almeno che ci si possa difendere...
forse il dubbio sulla categoria avrebbe dovuto sorgermi già ai tempi del KingKong di Jackson, la peggior perdita di tempo della mia vita, anche quello "un colpo di fulmine"...
mah, non so, forse non avrò ben compreso tale capolavoro e colpo di fulmine, in fin dei conti sono solo un sempliciotto che va al cinema pagando di tasca propria e ben 10euro per un filmetto in 3D,magari non sono in grado di comprendere la complessità del messaggio presente nel film di Cameron, magari...io sto con Stefano Disegni, che un po' di autonomia di giudizio ed ironia dimostra di possedere.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Avatar mi ha emozionato dall'inizio alla fine!!!!!
Anche se è passato qualche giorno dalla visione del film di Cameron....sono ancora scioccata...e non mi era mai succeso prima per un film(non sono una ragazza che facilmente reputa un film straordinario....come lo è Avatar)spettacolare!!la trama sarà pure non originalissima.....ma comunque mi è piaciuta tantissimo!!penso che gli oscar se li meriti tutti....e lo spero!!!!!!
Fabiana

mia ha detto...

Viva Disegni!
Credo che abbia colto perfettanmente il mio pensiero!!!
Lui almeno non si è lasciato infinocchiare da una operazione commerciale che di più non si può!!! Ma andiamo, signori critici, mi meraviglio della vostra ingenuità!!!! Ma soprattutto mi meraviglio della mancanza di coerenza di molti, troppi addetti ai lavori, che gridano estasiati al capolavoro del secolo!!!!!
Quello che più mi dispiace e mi scandalizza è che costoro sono superdisposti a perdonare a Cameron le melensaggini della sceneggiatura, l'insulsaggine dei personaggi, il manicheismo esasperato, l'accumulo caotico e spudorato di luoghi comuni, l'assenza di pathos, la superficialità e la prevedibiltà di una storia che fa acqua da tutte le parti, compresa l'idea di partenza in sè: che bisogno c'è degli avatar??? Se gli uomini vogliono dialogare con i nativi, perchè farlo da travestiti? Se lo scopo è ottenere la loro fiducia, mentire fin dall'inizio non è sicuramente di buon auspicio....infatti.....!
(Non aggiungo altro perchè ho visto che molti altri commenti hanno già perfettamente individuato luci ed ombre del film).
Poi però mi capita di leggere tante recensioni in cui poveri sfortunati registi che non si chiamano Cameron, vengono ferocemente e spietatamente malmenati perchè magari il loro film ha qualche, piccolo difettuccio relativo alla trama, alle battute, alla recitazione, magari alla colonna sonora (a proposito c'è una colonna sonora in Avatar????) ecc. ecc. ecc. Mi è capitato di leggere critiche talmente ingiuste e pretestuose, talmente cattive nell'andare a scovare per forza la debolezza ( a volte del tutto presunta) di un film con lo scopo di mandarlo al macero, che francamente mi sono chiesta davvero se il tizio in questione avesse visto davvero il film o aveva visto magari un film diverso!
Spiegatemi questo mistero per favore...
A proposito, cara direttrice, tu dici che sbaglia chi parla di umiliazione dell'umanità, ma io sono convinta del contrario.
L'umiliazione è doppia e riguarda sia il messaggio del film, sia il film come prodotto.
Nella storia infatti si parla di rinascita, di rigenerazione...ma non ci accorgiamo che nella unione tra uomo e Na'vi, cediamo loro la parte peggiore di noi? Il nostro demone, il nostro peccato primigenio, l'istinto omicida e la capacità di portarlo a termine con successo???
Perchè è questo che Jack insegna ai dolci e ingenui nativi!
D'altro canto mi domando quale destino subirà l'arte, il mestiere dell'attore, quello che si fonda sul vissuto, sull'immedesimazione e sulla interazione tra esseri umani che dialogano tra loro, non con le parole, ma coi sentimenti e le emozioni, che non credo siano gli stessi per chi recita in uno studio vuoto e collegato a una macchina. Che fine faranno i piccoli film seri e profondi che ci parlano della realtà e ci aiutano a viverla anzichè ad odiarla??? I soldoni andranno sempre più a finanziare progetti avveniristici capaci di farci mettere mano al portafoglio e sempre meno a quei film che ci toccano l'anima...sicuramente almeno da questo punto di vista Avatar sarà capace davvero di cambiare il futuro del cinema...sì, in peggio!!!!
Con tutto questo, Avatar mi è piaciuto, come dice Marco Consoli un'esperienza sensoriale magnifica, un cinema "superumano"...però in queste medesime lodi sta tutto il limite di Avatar....noi non siamo solo sensi, a dispetto di quello che la cultura moderna non smette di inculcarci, e non siamo nemmeno superuomini...io ho bisogno di un cinema che parli al mio cuore, di un cinema che sia "umano".