martedì 3 febbraio 2009

La recensione: REVOLUTIONARY ROAD


Nel caso di Revolutionary Road il vero effetto speciale è l’assoluta, cristallina, classicità: bastano una chiazza di sangue che s’allarga sul tappeto candido, un carrello all’indietro, la luce vivida che delinea i contorni netti della bella casa nel quartiere residenziale, ad annunciare, e insieme chiudere, il dramma. Siamo negli anni Cinquanta, la bella coppia formata da Kate Winslet e Leonardo DiCaprio si incista nella routine dopo un fidanzamento colmo di sogni e speranze. Tra devastanti litigi (mai così veri al cinema) e soffocate tristezze, lei non si arrende al disamore e convince il marito a lasciare tutto per Parigi, sfidando l’incomprensione del vicinato conformista. Lui sembra accettare, ma infine un’opportunità di carriera lo fa recedere. Piccole follie quotidiane oltre la siepe, prati ben rasati, moderne cucine dove risuonano silenzi-assensi come beneducati preludio all’odio. DiCaprio e la Winslet sono carichi di brutale risentimento e sui loro volti i sentimenti contrastanti fluiscono rapidi, mobilissimi, ambigui. Spaventevole ma vero, il vicino disturbato Michael Shannon (candidato all’Oscar come miglior non protagonista), che durante le rituali visite di cortesia disvela l’infelicità di lei e la codardia dello sposo. Chi accusa il film di “accademica inutilità” evidentemente non ha mai riposto sogni nel cassetto o forse semplicemente non ne ha mai avuti. Sfrutti almeno l’occasione per rileggere lo splendido romanzo misconosciuto di Richard Yates da cui è tratto.

12 commenti:

Adriano. ha detto...

Raramente un film mi ha raccontato con tanta lucidità le incrinature del rapporto moglie/marito. In più Mendes è riuscito finalmente a trovare un equilibrio finissimo tra la sua idea di cinema stilizzata ed elgante e la densità del racconto e dei personaggi. Davvero non vedo l'ora di leggere il romanzo di Yates.

Andromaca ha detto...

Ieri sera ho visto il film, e sempre ieri sera ho ordinato il romanzo, del quale non sospettavo l'esistenza fino all'arrivo delle prime notizie sulla pellicola di Mendes. Questo è già sintomo di qualcosa...
Ho 23 anni, non sono sposata né fidanzata, ma mi rispecchio nei sogni, nei desideri e nelle frustrazioni del personaggio interpretato splendidamente da Kate Winslet. Quel voler non smettere mai di sognare, quel voler darsi fino all'ultimo una possibilità, quel non voler essere uniformati al resto della società e quel sentirsi (o piuttosto sono gli altri a fartelo sentire) diverso, strano, "speciale": perché ami sognare e non essere imprigionato nel grigiore della vita.

Gabriele C. ha detto...

Salve direttrice e benvenuta nel mondo dei blogger!

Visto anch'io ieri il film: sono fra quelli che non l'hanno amato molto. C'è soprattutto una cosa che non mi ha convinto e che non mi ha fatto scattare l'applauso (virtuale) alla fine di "Revolutionary Road", dove tutti sono bravissimi (Mendes elegante, storia giusta e morale tristemente condivisibile, attori da urlo, fotografia e musiche adatte, e via "incasellando" tutti gli ingredienti): non è che è tutto troppo spiegato, messo in bocca agli attori ogni istante del film? Per quel che mi riguarda, infatti, una delle scene più riuscite è quella dopo la "rincorsa" nel bosco, con DiCaprio dentro casa al buio e la Winslet fuori a fumarsi la sua sigaretta. Silenzio totale. Troppe frasi, pochi silenzi, spiegazioni esplicitate subito. E lo spettatore che ruolo ha?

Daddun ha detto...

Un film stupendo che mi ha lasciato letteralmente senza fiato. Il merito è, oltre che di Sam Mendes (che adoro), dei due attori principali che sono davvero bravissimi (un applauso soprattutto alla Winslet). Da applausi anche Kathy Bates e Michael Shannon. Un gran bel film! Alessandro. PS: ho aggiunto questo blog fra i miei preferiti!

Anonimo ha detto...

A me ha lasciato un po' interdetto, sarà che il doppiaggio uccide anche il migliore dei film, ma non sono uscito molto colpito. Non capisco però chi attacca Sam Mendes definendolo come un mezzo regista...non se lo merita, American beauty era un capolavoro
Flavio

花蓮 ha detto...

Keep blogging.
Good luck.
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antonio ha detto...

nn l ho visto ma ci andro al piu presto!!mi intriga soprattutto la coppia di attori..su tutti la Winslet

Ivan Giorgi ha detto...

Benvenuta direttrice!
Posto qui la nota su RR che scrissi su Facebook poco dopo la visione, tanto mi aveva colpito.

"Non è trascorsa neanche un'ora dalla visione dell'ultima fatica cinematografica di Sam Mendes che già serpeggia dentro di me la consapevolezza di restarne turbato per giorni.
L'eccidio delle ambizioni giovanili, l'amore a cui si resta aggrappati nonostante tutto spinga verso il riconoscimento della sua fine e il suo inevitabile trasformarsi in odio. Questo è Revolutionary Road, con la mediocrità della provincia - è irrilevante che si tratti di quella americana - a condire un dramma reso spietatamente verosimile dalle maestose interpretazioni di Di Caprio e Winslet. La coppia di Titanic ne ha fatta di strada. E si vede.
Insomma, un film terribile e perfetto che probabilmente si avvia a diventare una pietra miliare di quel cinema che non ha bisogno di chiassosi orpelli per coinvolgere lo spettatore, perché scava e indaga magistralmente nella più imprevedibile delle realtà: l'animo umano. D'altronde Mendes lo aveva già fatto con American Beauty".

In bocca al lupo per il blog!

Anonimo ha detto...

Bellissimo. Sono uscito con un macigno che gravava sulla mia testa.Interpreti meravigliosi, con una Kate Winslet che finalmente si circonda di quell'aura che da sempre le mancava, forse per via di quella fisicità terrestre che non la rendevano diva. Ma vederla nel salotto di quella triste casa con sigaretta e messa in piega impeccabile l'aura l ho vista eccome.Scandalosa la mancata nomination di Di Caprio.

Beps

Ivan Giorgi ha detto...

Perché, Di Caprio non è in lizza per il premio?!?!?! Ma porca miseria! E vorrebbero dare la statuetta a Pitt? Per cosa?! Per il make up?! Avevo dato talmente per scontata la nomination di Di Caprio che non ero andato nemmeno a controllare...

dmc977 ha detto...

Film che non c'è,ottime interpretazioni e impeccabile la forma ma la storia è davvero poco significativa,i dialoghi forzati e il senso di tutto è altrove.Lo spettatore si trova semplicemente disperso in un mare di noia e pesantezza;spero che questa mania di esaltare il NON cinema prima o poi finirà.

arwenlynch ha detto...

Beh da questo film mi aspettavo forse di più di quanto in realtà è, primo Sam Mendes fa una rilettura del romanzo di Yates, senza metterci del suo, il film muore senza avere uno stile ed è un vero peccato, prima per vedere finalmente Kate in un ruolo complesso e drammatico accanto a Leo, secondo gioca a fare Bergman perdendo la partita, preferisco di gran lunga Scene da un Matrimonio che Revolutionary Road, almeno in quel film c'è azione, tensione ed emozioni, in Revolutionary Road non ce ne sono, in pratica una pellicola costruita per riunire la coppia di Titanic e un'occasione sprecata...