venerdì 14 maggio 2010

CANNES + ROBIN HOOD


Lo so, chiedo perdono, ma sono settimane molto difficili e fitte di impegni, qui a Ciak stiamo lavorando su molti progetti e quindi spesso non c'è il tempo per nulla. Considerate poi che sono arrivata a Cannes ieri pomeriggio e che vi sto scrivendo dalla Croisette. Ne aprofitto però per ritornare a dialogare con voi e per chiedervi una riflessione su Robin Hood, presentato qui in apertura di Festival: l'hanno già soprannominato "Braveiator", contrazione di Braveheart e Gladiator, mescolando Gibson e lo stesso Crowe in un neologismo che calza a pennello con una grandiosa rilettura del mito Robin che non lesina contaminazioni: battaglie sporche e tribali, il ribelle-gladiatore solo contro il potere, una cruda guerra alla soldato Ryan. L'idea forte della regia di Scott è quella di raccontare non già l'eroe santino, ma il prequel della leggenda, il grezzo soldato che torna dalle Crociate e precipita, alquanto disilluso, in un mondo corrotto tra fango e nebbie. Realismo bruto perfettamente incarnato da Crowe con voce maschia e dita da arciere incerottate consolato senza troppe grazie dalla coltivata Marian, decisamente più guerriera che damigella. Scene da ricordare? I duetti bisbetici fra i due e lo slancio epico di Scott che, però, non sconfigge la certezza di aver già visto, troppe volte, questa storia appesantita da sottotrame. E a voi com'è sembrata questa nuova accoppiata Scott & Crowe? Attendo recensioni...

13 commenti:

jacopo ha detto...

Per commenti più centrati sulla pellicola in sè, attendo di vedere il film. Però non posso non notare, la somiglianza di questo Robin al gladiatore Massimo. Stesse pose sui poster, stesse dichiarazioni nei tour promozionali, stessa idea di fondo. In sostanza ciò che cambia sembra essere solo il colore della fotografia da quel arancio sabbia al blu bianchiccio di Robin. Ripeto: aspetto di vedere il film, anche se già scommetto che sarà molto coinvolgente (in questo Scott è un maestro). Forse però, sarebbe stato più divertente e intrigante racconatre l'altro lato di Robin Hood: non eroe ma fuori legge nel vero senso etimologico della parola. Crowe è un ottimo attore se avesse poi interpretato Robin cambiando leggermente espressioni rispetto al Gladiatore, si sarebbe, magari, avvertito maggiormente il distacco.
Chissà... saluti alla croisette

gabriele ha detto...
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PIETRO ha detto...

PIERA...essere direttore del mensile di cinema più venduto in Italia, nonchè direttore della prossima edizione del Festival del film di Roma per di più a Cannes non è uno scherzo occorerebbe non andare a dormire per nulla...però pochi minuti al giorno per segnalarci in pochissime righe qualche chicca e non i filmoni che arriveranno sicuramente sotto casa dedicaceli...Sono incuriosito per esempio dai film di Godard, Jia Zhangke, Xavier Dolan, il corto di Louis Garrel alla Quinzaine, l'Isabelle Huppert di Copacabana alla Semaine, Otar Iosseliani (perchè continua a non essere in concorso? di palme ne avrebbe meritate più di una da Addio terraferma in poi...)...:-)

Anonimo ha detto...

sono andato a vedere il film trascinato dalla mia dolce metà. Devo dire che non mi è dispiaciuto: l'ho trovato un collage di vari film di genere: da Braveheart a il Gladiatore, con una puntatina sul Soldato Ryan (la scena di battaglia sulla costa inglese). Ho trovato la sceneggiatura tutto sommato molto attuale (il popolo oppresso dalle tasse e dai potenti che fanno solo gli affari propri) e bravi tutti gli attori: perfettamente a suo agio Russell Crowe e bravissima superlativa Cate Blanchett (l'unica vera erede di meryl Streep). E bravissimo Ridley Scott che in quanto ad estetica, non è secondo a nessuno! Federico - Firenze

PIETRO ha detto...

PIERA AVERE UN BLOG DI CINEMA E NON SCRIVERCI QUOTIDIANAMENTE ANCHE IN MANIERA TELEGRAFICA SOPRATTUTTO QUANDO SI E' A CANNES NON HA SENSO...SCUSA LO SFOGO (SEGNO D'AFFETTO) MA TROPPE VOLTE APRO QUESTA PAGINA E TUTTO E' IMMOBILE. ANCHE QUESTA POTEVA ESSERE UN'OCCASIONE PER CAPIRE QUALI FILM SONO PIU' ATTESI DA NOI LETTORI DI CIAK E QUINDI QUALI FILM RACCONTARCI NEL NUMERO DI GIUGNO E NEI SEGUENTI...INVECE OCCASIONE SPRECATA.PECCATO.

Anonimo ha detto...

Non ha mai risposto a niente, poi.

Matteo Nicola Bottino ha detto...

Insomma, sto blog è un disastro!
Ma non c'è qualcun altro della redazione in grado di scriverci e aggiornarlo quotidianamente?!? E poi ancora niente Facebook né Twitter! Pensare che "Ciak", piaccia o meno (e a me piace molto), è la rivista più "grossa" e diffusa in Italia....

bpost_organik ha detto...

Al di la di certi anche condivisibili commenti sul blog, preferisco parlare di cinema, quelle poche volte che se ne ha l opportunità.
Robin hood è un film godibile, in cui attori e regista mi sembra che si trovino al loro agio in questo periodo storico, anche la prospettiva di Robin impostore, quindi un punto di vista diverso dalle solite favole che siamo abituati a vedere e leggere sul fuorilegge di Sherwood, ha una certa originalità che lo rende piuttosto interessante. Cè da dire però,che mi sembra un pò bloccato, che manchi di mordente, della giusta personalità (anche se in generale credo che Scott l abbia sempre manifestata), di una certa dose di realismo di pulsione istintiva. Mi sembra che stenti a partire sul giusto binario, che resti un po sulle sue invece di addentrarsi con la giusta aggressività, con la giusta passione. Una sufficienza intrinseca al fascino della storia, a Russel Crow che praticamente in abiti storici è a casa sua(ma qui sembra più Master e Commander che Il Gladiatore, il che mi sembra un bene),Cate Blanchett splendida coi suoi piedi luridi e ridicola nella sua armatura da battaglia e, manco a dirlo, Max Von Sidow praticamente perfetto. Ma da Scott mi aspetto molto di più, un impronta ben più affascinante. Chissà se sarà il suo primo sequel...

ferdi ha detto...

Seguite il mio blog!!!
www.best-actress-confidential.blogspot.com
vi aspetto

jacopo ha detto...

Ieri sera sono andato a vedere "Robin Hood". Ammetto, di aver assistito a un film milgiore ripsetto all'idea che mi ero fatto. restano alcune perplessità, il senso di dejà vu, ad esempio, mi ha accompagnato per tutto il film. Ma devo ammettere che pur non essendo al livello del "Gladiatore", il film rsta godibile, emozionante ed interessante. Forse un pò troppo lungo, ma un bel film. Non più del 6,5/7 chiariamo subito. Però un ritratto diverso e autoritario di un eroe che tutti consideriamo di famiglia. Mi è piaicuto Crowe, ottimi anche Blanchett e Sydow...Ripeto è comprensibile ma allo stesso tempo sbagliato vedere qst film paragonandolo al "Gladiatore" quello era un capolavoro, questo è un buon film... "Ribellarsi e ribellarsi ancroa finchè gli agnelli non saranno diventati leoni"

Anonimo ha detto...

This is the end. My only friend, the end.

Anonimo ha detto...

forse adesso che ha vinto un attore italiano al festival di cannes, scriverete qualcusa su questo blog dimenticato!
Eva

Anonimo ha detto...
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