domenica 12 luglio 2009

La recensione: ADVENTURELAND


Piccolo film che vale la pena far uscire dal deserto estivo in cui rischia l'anonimato, Adventureland del giovanilista Greg Mottola vanta un primo pregio, quello di spiegare ai profani (cioè agli adulti) che Kristen Stewart di Twilight non è solo un fenomeno mediatico, ma anche e soprattutto una brava attrice. Qui è l'oggetto del desiderio del protagonista, Jesse Eisenberg, che nell'estate del 1987 sogna un viaggio in Europa per la maturità e invece, causa rovescio economico del padre, si ritrova a lavorare in un assurdo luna park di Pittsburgh (Adventureland, appunto) tra speranze e illusioni in un riuscito, crepuscolare eppure allegro, racconto di formazione.
Dall'adolescenza all'età consapevole accompagnati dai brani, naturalmente irresistibili, di David Bowie, dei Cure e dei Velvet Undergournd. Nulla di straordinario, semplicemente un film che si limita a raccontare bene, con minuzia e sottigliezza, una storia comune, ravvivata da personaggi perfettamente delineati e dialoghi ben scritti. Di questi tempi, garantisco, è già un gran risultato.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche a me è piaciuto molto, i due attori sono credibilissimi..il doppiaggio un po' meno ma comunque..il problema è che chi riesce a vederli questi film che escono d'estate?
Roli

gianfelice ha detto...

come al solito sono rapito dalla sua recensione... attendo con ansia la fine degli esami per andare a vederlo...