
Visto su grande schermo, in 3D, questo A Chritamas Carol firmato Bob Zemeckis risulta essere davvero un’avventura mozzafiato, da cui non si esce e soprattutto non si vuole uscire. La classica storia dell’avido Scrooge visitato da tre fantasmi nella sua solitaria e gelida notte di Natale approfitta delle immense possibilità della tecnica performance capture (volti e corpi d’attore coperti di marker si trasformano in cartoon) e rilancia al massimo l’espressività grottesca di Jim Carrey (che interpreta Scrooge e i tre spettri), Bob Hoskins, Colin Firth, Gary Oldman, tutti riconoscibili sotto il "disegno". Il viaggio di Scrooge nel passato e nel futuro, nella colpa e nel rimorso, è un vortice che ci travolge con mille invenzioni e per la prima volta pare davvero d’annusare e toccare il freddo della neve, il fumo sporco della Londra dickensiana, i rutilanti colori dello spettro del Natale, le maschere verdastre dei fantasmi crudeli. Un punto altissimo nell’evoluzione tecnica del cinema: Jim Carrey è pur sempre lui e il suo virtuosismo rimane intatto e visibile, ma niente di ciò che vive in quella tumultuosa notte sarebbe possibile senza la tecnica mista di Zemeckis. A sorpresa (i precedenti Polar Express e Beowulf non erano assolutamente convincenti) uno spettacolo assolutamente da non perdere, trionfo della fantasia e dei terrori più profondi riscattati da quella che un tempo si definiva la magia del cinema.


